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Dopo averne tanto parlato, dopo innumerevoli notizie uscite e conseguenti smentite sembra che si stia proprio arrivando alla definizione di cosa accadrà dell’imposta municipale unica, si dice che il tutto dovrebbe essere chiarito proprio in questa settimana. Il Consiglio dei Ministri necessita infatti di tempi tecnici che vanno rispettati e seguiti per definire i tempi ed i modi in cui si concretizzerà la sospensione della prima rata dell’Imu. Non si tratta ovviamente solo di questioni pratiche da definire ma anche di capire dove potrà essere trovata la copertura finanziaria necessaria ed anche per prendere le decisioni definitive rispetto alla forma del provvedimento, fonti interne affermano che i dettagli e le regole si materializzeranno attraverso un decreto legge.

La conferma comunque che quanto detto sull’Imu sarà effettivo arriva direttamente da Fabrizio Saccomanni, responsabile del Ministero dell’Economia, che afferma che la prima rata dell’imposta, quella il cui pagamento era previsto per la metà di giugno, verrà sospesa per almeno cento giorni dalla scadenza che era stata decisa ed andrà quindi in pagamento verso il 30 settembre; il Ministro Saccomanni ha inoltre affermato che verrà riformulato l’attuale sistema di tasse sugli immobili, il che non significherà necessaria una crescita delle imposte esistenti, né per valore né per quantitativo e soprattutto non si concretizzerà in un prelievo forzoso ma sarà necessario in qualche modo attendersi una nuova manovra affinché il nostro Paese non rischi il default.

Bisognerà quindi attendere i risultati anche dei giorni d ritiro del consiglio dei Ministri in Toscana per capire cosa succederà concretamente dell’Imu.

Da quando Enrico Letta si è insediato a Palazzo Chigi, atto ultimo di settimana molto difficili e travagliate per la situazione politica italiana, l’Imposta Municipale Unica sembra essere diventata la questione numero uno dell’agenda politica del nostro Paese. Tra le tante notizie, molte delle quali devono essere ancora confermate ufficialmente, che si rincorrono in questi giorni troviamo anche l’allarme che è stato lanciato dall’Alleanza Cooperative di Abitazione riguardante la prima rata dell’imposta, quella che andrebbe in pagamento a giugno, poiché la promessa e possibile sospensione del pagamento non verrebbe applicato alle abitazioni che appartengono alla cooperative e che sono state date in affitto dalle stesse. Stiamo parlando di una fetta non esigua di popolazione che si trova coinvolta, come viene chiarito dall’associazione in un comunicato, a causa di un’ambiguità mai stata chiarita in una norma, stiamo in fatti parlando di più di quaranta mila persone, con redditi bassi che sono in affitto in appartamenti a proprietà indivisa e mista con le coop stesse e che dovrebbero pagare la rata di giugno.

Nel momento in cui venne istituita l’Imposta comunale sugli Immobili venne chiarita da parte del legislatore la natura ambigua di queste proprietà, sottolineando il fatto che trattandosi di appartamenti dati in locazione con una specifica ed evidente natura e funzione sociale dalle cooperative a queste dovesse essere applicate le detrazioni specifiche per le abitazioni principali delle persone fisiche, al momento dell’introduzione dell’IMU questa particolarità venne garantita ma non essendo riconosciute come prime case in maniera esplicita si trovano ora in una situazione di difficoltà e di non chiarezza.

Una nuova ricerca di Immobiliare.it conferma una realtà che è ben conosciuta da tutti ovvero che gli stranieri amano particolarmente il nostro Paese e molto spesso non solo come turisti ma con l’intenzione di venirci a vivere, la novità curiosa che questa indagine porta alla luce è come la preferenza per le località vari in funzione del paese di origine degli acquirenti. Ovviamente lo studio, realizzato in collaborazione con il partner internazionale di Immobiliare.it LuxuryEstate.com, evidenzia anche alcune conferme rispetto alle località preferite dagli stranieri: al primo posto si colloca infatti la città eterna, Roma risulta essere la provincia dove si dirigono il maggior numero di preferenze, il nove per cento; al secondo posto si colloca Como, con il fascino delle ville sul lago tanto amate dai vip di Hollywood, allo stesso gradino del podio anche Milano, meta di lavoro e di shopping per gli straniere.

Le curiosità nelle scelte sono tuttavia parecchie e spesso non comprensibili: dalla Gran Bretagna gli investimenti immobiliari vengono fatti su Roma e Milano, ma anche sulla provincia di La Spezia e di Bari; i francesi non si allontano molto dal confine preferendo Imperia ed i tedeschi confermano la loro passione per il lago scegliendo le provincie di Verona e Brescia. Interessanti e curiose le scelte effettuate dai russi che optano per Oristano e Venezia, ovviamente anche per la Capitale; dall’ Irlanda si cerca casa a Monza e nella Brianza, mentre la Danimarca mira le proprie ricerche verso la provincia di Trento e dalla Svezia si dirigono verso la calda Palermo.

Un nuovo ed interessante studio realizzato da Mutui.it in collaborazione con il sito leader nella comparazione Facile.it ha messo in luce quali siano le differenze tra le varie professioni al momento della richiesta e dell’ottenimento di un mutuo.

Sono state prese in considerazione le domande di finanziamento ed i mutui che sono stati effettivamente erogati da Mutui.it (www.mutui.it) nel semestre che va da ottobre dello scorso anno fino a marzo di quest’anno; il primo dato che si evince è come poco più del cinque per cento delle richieste presentate riesce ad ottenere effettivamente un mutuo per l’acquisto della casa.

Osservando nel dettaglio le varie categorie professionali vediamo che hanno la miglior posizione i quadri ed i funzionari che hanno una percentuale di mutui erogati a loro favore superiore al 14 per cento; dietro questi troviamo gli insegnanti che hanno il 10,7 per cento di domande che ottengono un mutuo. Buoni anche i risultati conseguiti da medici che hanno una percentuale del 7,6 di richieste accettate, anche per coloro che sono in pensione il risultato è sopra la media, hanno infatti esisto positivo il sette per cento delle domande.

Risultano essere perfettamente in media con il dato nazionale sia gli impiegati che i liberi professionisti, mentre è addirittura peggiore del valore medio nazionale la percentuale di mutui ottenuti dagli operai e dai membri delle forze amate.

Per quel che riguarda gli importi vediamo che i valori più alti sono erogati ovviamente ai dirigenti, quindi ai liberi professionisti ed i terza posizione troviamo a sorpresa nuovamente gli insegnanti; dall’altra parte della classifica ci sono invece pensionati ed operai.