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Mutui

Si chiama Leaf House il progetto tutto ecologico italiano che ha reso possibile la realizzazione della prima casa priva di emissioni di Co2. La casa, ideata dal Gruppo Loccioni, è stata costruita nei dintorni di Ancona e ha da poco compiuto il suo primo anno di vita. L’edificio chiamato in gergo “carbon neutral”, rispetta l’ambiente davvero, infatti tutta l’energia che viene prodotta all’interno dell’abitazione è generata da fonti rinnovabili che non emettendo Co2.

Nella prima fase di realizzazione della Leaf House gli ideatori si sono concentrati molto sulla scelta della zona nella quale costruire il progetto. Questo per posizionare la casa al meglio, infatti se esposta a sud, i pannelli termici e fotovoltaici, di cui l’edificio è dotato, lavorano al meglio per produrre l’energia sfruttando al massimo l’energia solare.

La Leaf House comprende sei appartamenti tutti con le stesse caratteristiche e pensati per garantire un utilizzo degli elettrodomestici orientato al risparmio economico e energetico e soprattutto amico dell’ambiente.

Una delle più sorprendenti novità introdotte grazie al progetto Leaf House è il recupero dell’energia prodotta in eccesso. Prima di tutto Enel si occupa di recuperarla, il sistema di climatizzazione della casa, come la qualità dell’aria, vengono costantemente controllati e gestiti attraverso l’impianto di ventilazione che consente il recupero di calore.

Risultati

Il risultato del monitoraggio effettuato nel 2009 dal 1 gennaio al 31 dicembre hanno confermato il grande risparmio conseguito nei consumi e nelle emissioni di Co2. Per dirla in numeri, le emissioni eliminate sono pari a 34.080 kg, dei quali: 20.860 kg risparmiati grazie all’efficienza energetica e 13.220 kg frutto del tetto fotovoltaico.

Se, invece, guardiamo al risparmio in termini economici, nel primo anno di vita tra l’incentivo e il calcolo delle bollette si valutano circa 22.658 euro in meno. Basti pensare, che il costo che riguarda le utenze di un’abitazione tradizionale è di 12.254 euro e che con il modello Leaf House vengono completamente eliminati.

(Fonte Redazione)

Nell’ultimo anno la richiesta di immobili di lusso italiani è aumentata sul web di 13 punti percentuali nonostante una contrazione del settore pari al 18%. Va detto anche che, secondo i dati resi noti da Audiweb (Nielsen NetRatings) relativi a Gennaio 2010 il settore immobiliare è sempre più online e guida la classifica delle ricerche online con un +32% rispetto a dicembre 2009. Dall’analisi di questi dati appare evidente il motivo per cui due fra i più importanti attori del business italiano, IlSole24ORE.com e Gruppo Immobiliare.it, hanno unito le forze per dare vita a un nuovo portale dedicato proprio agli immobili di prestigio: www.house24ore.it
Diviso in quattro sezioni (Ville e Casali, Castelli e Palazzi, Appartamenti, attici e loft e Uffici e Showroom) il portale permette di ricercare immobili in qualunque parte d’Italia e navigare fra le schede con foto, descrizioni, cartine e, in moltissimi casi, anche virtual tour. Le schede descrittive, che già al lancio sono oltre tremila, sono spesso pubblicate in più lingue dato che buona parte della clientela di questo settore è internazionale. Secondo i dati pubblicati di recente, la clientela estera ha incrementato del 15% le richieste di immobili italiani nell’ultimo anno. Ogni nazionalità sembra avere una predilezione. I tedeschi, storicamente amanti delle zone lacustri del Nord Italia, stanno scoprendo anche la riviera adriatica; dal Regno Unito ci si interessa soprattutto ai centri storici delle città d’arte e ai casali della Toscana (anche se di recente si stanno riscoprendo anche quelli umbri e le masserie pugliesi) mentre i russi, che solitamente operano tramite intermediario, concentrano la loro attenzione su immobili di extra lusso (e prezzo mai inferiore al milione di euro) in Sardegna.

Rendere le costruzioni amiche dell’ambiente è un obiettivo di molti e dovrebbe diventare un scopo comune di tutti i cittadini che hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente. In Italia si stanno attuando diversi provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la costruzione di abitazione eco compatibili e per questo motivo chi deciderà di rendere la propria casa amica dell’ambiente beneficerà di una detrazione sulle tasse pari al 55% delle spese sostenute per la ristrutturare la casa e garantire il risparmio energetico.

Per usufruire dei vantaggi delle detrazioni bisognerà effettuare il lavori entro e non oltre il 31 dicembre 2010.

Quali sono le condizioni per beneficiare delle detrazioni?

La detrazione richiedibile fino al 31 dicembre sarà concessa solo per interventi ben precisi. Di seguito l’elenco dettagliato:

• per gli interventi destinati alla riqualificazione energetica di costruzioni esistenti (limite di detrazione di 100.000 euro). Importante: i lavori devono riguardare la riqualificazione di singoli edifici, non singole unità abitative;

• per i lavori sugli involucri delle costruzioni esistenti o per gli interventi in singoli immobili su pareti esterne, pavimenti, coperture e finestre dotate di infissi, che circoscrivono lo spazio riscaldato (60.000 euro);

• per l’istallazione eco compatibile di pannelli solari per il consumo di acqua calda a uso domestico oppure a uso industriale (60.000 euro);

• per le operazioni di sostituzione degli impianti di climatizzazione per l’inverno: con caldaie a condensazione, con impianti geotermici a bassa entalpia e con impianti che prevedono pompe di calore ad alta efficienza (30.000 euro).

Lo sgravo fiscale del 55% riguarda le spese sia per l’esecuzione delle opere edili sia per quelli professionali, per l’attuazione degli interventi e per la preparazione della certificazione energetica. La detrazione può essere suddivisa in 5 rate costanti, per i costi sostenuti nel 2009 e per quelli che si sosterranno nel 2010.

(Fonte: Redazione)

La situazione economica complicata degli ultimi anni è un realtà ben conosciuta, molte famiglie si ritrovano sempre più con l’acqua alla gola e, pagare ogni mese la rata del mutuo è diventa un impegno davvero gravoso. Proprio per questa ragione c’era bisogno di adottare un piano di emergenza che aiutasse le famiglie. Viene ideato l’accordo di sospensione del mutuo per le famiglie più bisognose.

Il provvedimento, già approvato dall’ABI (Associazione bancaria italiana) e dalle Associazioni dei Consumatori il 18 dicembre 2009, entra ufficialmente in vigore oggi 1 febbraio 2010. Ben il 70% degli istituti bancari affiliati ha deciso di aderire alla causa.

Vediamo nello specifico cosa prevede l’accordo di sospensione sul mutuo:

L’accordo prevede una sospensione del rimborso delle rate per 12 mesi e per alcuni casi anche oltre. Tecnicamente, il piano di ammortamento viene posticipato di un anno. Bisognerà però tenere presente che gli interessi verranno maturati ugualmente e dovranno essere rimborsati in seguito, con la ripresa del pagamento delle rate.

I cittadini potranno iniziare proprio oggi a fare richiesta alle loro banche; le domande verranno accettate dagli istituti bancari entro e non oltre il 31 gennaio 2011.

La richiesta dei mutuatari verrà approvata se:

• possiedono un contratto di mutuo per un finanziamento di una cifra fino a 150.000 euro e che è stato richiesto per acquistare, costruire o ristrutturare la prima casa.

• hanno un reddito annuale imponibile fino a 40.000 euro e hanno subito tra il 2009 e 2010 eventi negativi in grado di influenzare la situazione economica, come: morte, perdita del posto di lavoro, cassa integrazione o comparsa di condizioni che non garantiscono l’autosufficienza).

La moratoria potrà essere richiesta anche da quei clienti che hanno accumulato ritardi nei pagamenti, fino a 180 giorni consecutivi.

(Fonte – Redazione)