Cohousing sempre più diffuso in Italia
In Italia il fenomeno è relativamente recente, ma il cohousing è, nel resto dell’Europa, una realtà notevolmente consolidata e presente ormai da tempo; nasce infatti quasi mezzo secolo fa nelle nazioni dell’Europa Settentrionale dove gli immobili sono condivisi e questo spirito non vale solo per la gestione degli spazi comuni ma anche per lo spirito di socialità e di sostegno che caratterizza coloro che scelgono di abitarci. Questo nuovo modus vivendi si sta diffondendo nel nostro Paese anche grazie a cambiamenti sociali e culturali che sono proprio degli ultimi decenni e rispetto ai queli il cohousing sembra essere un aiuto importante: le famiglie separate i cui figli vivono in due case ed in ogni abitazione hanno una casa, gli anziani che spesso sono accuditi da badanti che hanno bisogno di una camera da letto, ma anche la flessibilità lavorativa in costante crescita, l’aumento dei costi delle case e della vita in generale.
Il calcolo del risparmio medio per ogni persona che in Italia decide di vivere in cohousing si aggira intorno al 10-15 %, questo per le varie utenze che è possibile mettere in condivisione, ma anche per l’energia che viene auto prodotta; le associazioni che raggruppano le persone interessate alla vitain condivisione dicono che stanno anche facendo proposte poiché venga, soprattutto nella Capitale, destianato a quest’uso parte del patrimonio immobiliare non utilizzato così da rendere le spese di avvio più basse. Nel frattempo diverse e molteplici sono le iniziative di questo tipo che si stanno sviluppando in Italia: dall’ex opificio in via di riconversione a Milano, dove si potrà arrivare ovunque in bici, alla Corte dei Girasoli, in Brianza, dove si condividerà anche uno spazio per il doposcuola dei bambini ed una biblioteca o anche all’esperienza torinese a Porta Palazzo dove si condividono spazi comuni ed investimenti iniziale.
Pubblicato Lunedì, 7 Maggio 2012 da Admin
Archiviato in: Mercato immobiliare italiano, edilizia sostenibile
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