Cala il mercato delle case di vacanza


Segna una brusca inversione di tendenza il mercato delle case di vacanza al mare rispetto ai dati molto positivi registrati nello scorso anno, il mercato dell’acquisto degli immobili in località balneari era stato fortemente spinto dal desiderio di investimento e la cifra spesa mediamente era stata intorno ai duecento mila euro. Per avere una quadro complessivo del mercato è necessario contestualizzarlo dando alcune cifre: il mercato residenziale delle case di villeggiatura annovera ogni anno circa trenta cinque mila immobili venduti, il settanta per cento di questi è collocato al mare, che equivale a circa ventiquattro mila case, soltanto il dieci per cento di queste case ha un valore superiore ad un milione di euro, tutta l’altra parte rientra in un valore intorno ai trecento mila euro; tiene la parte di mercato che riguarda gli immobili di lusso il cui valore è superiore al milione di euro, mentre diminuisce il numero delle abitazioni vendute nel segmento medio. Osservando i dati complessivi dell’ultimo quinquennio vediamo che la Liguria ha un ruolo dominante: ben dodici delle venti località che hanno avuto i migliori risultati si trovano in questa regione, altre tre posizioni sono occupata da cittadine toscane.

A di là della crisi economica c’è un altro importante fattore che si deve tenere in considerazione per comprendere al meglio il mercato delle seconde case nelle località di villeggiatura: fino a pochi anni fa l’abitazione veniva considerata soprattutto un investimento in grado di portare reddito, ora questa considerazione diminuisce sempre più e si impone invece un altro fenomeno quello di coloro che vanno a vivere nella casa delle vacanze dopo aver venduto quella in città, realtà che capita sempre più spesso nella riviera romagnola, sulla costiera amalfitana ma anche sul litorale laziale con persone che si traferiscono qui e ogni giorno tornano a lavorare in città; ovviamente questo modo di vivere porta anche delle modifiche nella scelta di quale casa comprare poiché diventa sempre più fondamentale la qualità ed il comfort, gli immobili costruiti in maniera intensiva negli anni ‘70 non sono più presi in considerazione.

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Pubblicato Lunedì, 25 Giugno 2012 da Admin

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