In America boom di insolvenze sulle seconde case


In almeno quattro importanti Stati degli Usa (Florida, Arizona, California e Nevada) l’incremento delle insolvenze sulle seconde case è a livelli da record. Tra un terzo e un quarto delle insolvenze totali (tra il 21% e il 32%), secondo un sondaggio predisposto dall’associazione delle banche che concedono ipoteche (Mortgage bankers association), provengono proprio dai mutui accessi per case non occupate dai proprietari. Si tratta, in pratica, delle case acquistate per investire sul mattone. Investimenti finiti male, in molti casi. Anche perché i prezzi degli immobili sono in frenata. E così cominciano a manifestarsi le insolvenze. Il fenomeno è un’ulteriore prova che la bolla immobiliare americana sta scoppiando: i mutui in questione, peraltro, non sono della categoria «subprime», ovvero di scarsa qualità, senza garanzie, ma di primo livello, accesi da clienti in buone condizioni di liquidità e solvibilità. Florida, Arizona, California e Nevada, i quattro Stati in cui il fenomeno è più ampio, inoltre, non a caso sono proprio quelli in cui è stato più incisivo l’impatto degli speculatori, che scommettendo sui rialzi del prezzo degli immobili avevano contribuito loro stessi a gonfiare le quotazioni. Il gioco era questo: comprare oggi, anche a prezzi alti, e vendere domani confidando sui rialzi delle quotazioni. Ma il meccanismo si è interrotto. E i ritiri rovinosi si fanno sempre più frequenti.
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Pubblicato Lunedì, 3 Settembre 2007 da Admin

Archiviato in: Mutui e Finanziamenti

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Commenti (1)

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    1 Vacanze dice:

    Secondo la mia esperienza, e opinione di pubblicazioni economiche che ricordo di avere letto, le seconde case per le vacanze sono quelle soggette a maggiori fluttuazioni di prezzo, sia verso il basso che verso l’alto, quando il mercato immobiliare si muove.
    E’ chiaro che in un momento di crisi si può fare a meno della casa al mare ma non della prima casa quindi più venditori e meno acquirenti si rendono disponibili per le seconde case con la conseguenza praticamente obbligata del calo dei prezzi di vendita.
    Considerando la bolla speculativa immobiliare degli ultimi anni, e se questa dovesse esplodere, probabilmente vedremo in futuro cali consistenti delle quotazioni delle case vacanze (ma non si accettano responsabilità per questa previsione, ognuno faccia le proprie valutazioni!).

    Inserito Lunedì, 10 Dicembre 2007 @ 1:53 pm

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