Gli italiani e gli acquisti immobiliari all’estero


L’acquisto di una seconda casa ha sempre avuto la caratteristica di comprare un bene rifugio, un investimento per i proprio risparmi, caratteristica che in questo periodo è ancora più forte; quindi si decidono i propri acquisti seguendo tre parametri standard che sono la qualità dell’immobile che si intende comprare, la stabilità del contesto in cui si effettua l’investimento e l’attenzione alla sostenibilità. Tutto questo viene confermato da quanto è stato comunicato da Scenari Immobiliari rispetto alle dimore che i nostri connazionali hanno intenzione di comprare fuori dai confini nazionali: i nostri connazionali compreranno circa trentacinque mila abitazioni, il che rappresenta un aumento quasi del sei per cento, 5,7 per la precisione, rispetto all’anno scorso, con un investimento di denaro complessivo pari a 4,2 milairdi di euro. Di solito l’acquirente italiano medio cerca una casa a basso costo, con un prezzo complessivo tra i cento ed i cento cinquanta mila euro, così da poterla pagare direttamente con i proprio risparmio senza dover accedere ad un mutuo, ed è sempre meno un dato di interesse quello della redditività dell’immobile che sta per essere comprato. Ma dove dirigere il proprio interesse? In quali città estere si possono trovare case con un buon rapporto qualità-costo e dove invece è possibile garantire la tenuta del prezzo? Fino all’anno passato un’ottima soluzione erano gli Stati Uniti dove si poteva godere di un cambio di valuta favorevole e di un calo dei prezzi degli immobili; nei primi sei mesi di quest’anno i maggiori acquisti di case da parte di privati sono stati fatti in Spagna, Grecia ed Est europeo ma gli Stati Uniti continuano ad essere al primo posto.

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Pubblicato Lunedì, 21 Novembre 2011 da Admin

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